Read Die Einsamkeit der Primzahlen by Paolo Giordano Bruno Genzler Online

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Ein einziger Tag in ihrer Kindheit, so scheint es, hat über ihr ganzes Leben entschieden. An einem solchen Tag verlor Alice für immer ihre Unbeschwertheit und das Vertrauen zu ihrem halsstarrigen Vater. Mattia hingegen verlor mit sechs Jahren seine Schwester, deren Hilfsbedürftigkeit er ein einziges Mal, für wenige Stunden, missachtet hatte. Seither quälen ihn SchuldgefühlEin einziger Tag in ihrer Kindheit, so scheint es, hat über ihr ganzes Leben entschieden. An einem solchen Tag verlor Alice für immer ihre Unbeschwertheit und das Vertrauen zu ihrem halsstarrigen Vater. Mattia hingegen verlor mit sechs Jahren seine Schwester, deren Hilfsbedürftigkeit er ein einziges Mal, für wenige Stunden, missachtet hatte. Seither quälen ihn Schuldgefühle, die er niemandem offenbart.Sieben Jahre später lernen Mattia und Alice sich auf dem Gymnasium kennen. Die Anziehungskraft zwischen den beiden scheint unwiderstehlich. Jeder erkennt im anderen die eigene Einsamkeit. Alice ist der einzige Mensch, dem Mattia wenigstens einmal seinen Schmerz zu offenbaren wagt. Und umgekehrt würde sie nie einen anderen als ihn bitten, das Tattoo von ihrer Haut zu entfernen, mit dem sie ihre inneren Wunden gleichsam übermalen wollte. Doch mit den Jahren werden die Hindernisse, die die beiden einander unbewusst in den Weg legen, höher und höher. Bis sie sich entscheiden müssen....

Title : Die Einsamkeit der Primzahlen
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ISBN : 9783896673978
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 364 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Die Einsamkeit der Primzahlen Reviews

  • Jana
    2018-12-04 19:52

    This book is going to be big. But, people still don't know that, people still haven't heard about Paolo Giordano and his brilliant, brilliant work called, 'The solitude of prime numbers'', which stands on the same magnificent title throne with Kundera’s, ''Unbearable lightness of being''. And The solitude of prime numbers, easy to say, broke my heart. Primary numbers are natural numbers that are divided only with number 1 and itself. In this book, in a human form of numbers, Alice and Mattia are separated from the world and from each other with layers of loneliness, personal traumas and decisions. Book is written during their period of 20 years, and with each chapter, you open a new door to a room full of reasonable social awkwardness. While Alice wants to be accepted, but is suffocating, Mattia just made a ditch around himself and lives his life in accordance with math formulas. Their friendship is strong, but silent and touchless. She can’t open him, and he doesn’t know how to open himself to anybody. They are a twin prime; there is always a wall between them, they are alone and lost, close, but never too close to get into each others lives. 17 and 19 are divided by the whole world of number 18. 41 and 43 are divided by 42. And it’s endless. It’s hopeless. It’s fucking heartbreaking. This novel is cold and depressing read on the surface. Underneath you find fire, but it’s still hidden and still spiced with scream, isolation, blood and pain. It’s a story that is so tragically beautiful that will stay with you. You will not obey their rules and you will want to bridge them up. You will want to leave an open door to love, or at least possibility of love. Trust me, read this book, please.

  • Pamela
    2018-11-18 22:18

    I finished this book moments ago and find myself irritated instead of thoughtful. I want to love this novel, it's unusual, bleak, as real and demanding as gum stuck to your shoe, but there is no payoff for my time spent with it. Each painstakingly set-up scenario of adolescent and adult angst/trauma is left dangling like a series of complicated esher drawings that lead nowhere and are partially erased.The author's style is raw and minimal. He's able to occupy a girl/woman's psyche as seamlessly as a man's and he shines when he's occupying interior spaces: "she had grown attached to it with the obstinacy with which people become attached only to things that hurt them." The lead characters battle with anorexia and cutting--very current, almost hip post-modern symptoms.But where was the denouement, or the arc? The lack of completion of myriad thoughts and plot devices (SPOILER ALERT), i.e. was it indeed Michela at the hospital? Does Alice survive her anorexia? What happens when Viola realizes her film is ruined? Without these answers, even in the most obscured revelations, we miss not only the emotional payoff, but the lesson/movement/character growth, IMO.I'm disappointed, because I was excited as I moved through the first half of the novel. I felt I was discovering something. In the end Giordano uses emptiness and lack of resolution as a plot device, and I respond with the dissatisfaction I feel he should have expected. Nihilism is negating, not stimulating. As a series of shorts moving toward some sort of message, Giordano might have moved me more. As a novel I feel I'll have an eternal storyline itch I cannot scratch with The Solitude of Prime Numbers.

  • Christian, Kelanth, Scala
    2018-11-28 20:17

    Il libro si presenta compatto, di una lunghezza di circa 30 cm e con un'altezza di circa 5 cm. (ci si scusa per l'approssimazione); presenta una sovra-coperta di carta plastificata raffigurante un'immagine di donna all'interno di un fitto boscame. Se andiamo a togliere la copertina possiamo notare che la parte sottostante è rigida e verde con stampigliato a lato il titolo del libro.Possiamo altre sì notare che le pagine sono di carta e numerate, l'inchiostro di stampa è nero, se andiamo a considerare l'olfatto possiamo ben constatare che odora di libro. Purtroppo non ci è dato sapere quali e quanti alberi sono stati impiegati nella sua rilegatura, così quali macchine sono state adoperate per l'assemblamento dello stesso, possiamo però scoprire il luogo dove è stato stampato, particolare che tralasciamo in quanto poco rilevante. Così come le persone impiegate in tale sforzo.Possiamo annotare che facendolo cadere risponde perfettamente alla forza di gravità e facendo vari test da varie altezze possiamo evincere che non cade sempre dalla stessa parte.Gli usi che si possono fare di tale volume sono molteplici, è utile come spessore per sedie e tavoli sbilenchi, può essere usato (ma solo una volta) come "starter" da camino, altre sì possiamo usarlo (con uso limitato dal numero della pagine) come carta da vario utilizzo: da culo, assorbente, per vari tipi di pulizie (consigliata quella per lavare i vetri grazie al petrolio che svolge egregiamente tale funzione), come striscioline per arrotolare sigarette (per chi fuma), come coriandolini per carnevale o similari feste (se si ha pazienza e manualità).Rimane completamente incomprensibile comunque come tale oggetto, che ha così tante funzioni come da sopra esposto, posso essere nato come strumento da lettura, tale uso non solo è sconsigliato ma effettivamente completamente inutile.Possiamo anche considerare come tale compendio di sfiga planetaria, potrebbe rendere persino Murphy un ottimista; alterare in varie forme e stadi le persone che dovessero incautamente venirne a contatto e renderlo così altamente nocivo in forma di lettura.Se ne raccomanda pertanto l'uso come consigliato sopra e Mai come forma/strumento di lettura. Altamente Tossico.

  • Callie S.
    2018-12-03 22:04

    Io non ce l’ho con Paolo Giordano perché ha scritto un libro mediocre ed applauditissimo (probabilmente) per lo stesso motivo.Non ce l’ho neppure con l’ignoranza del mio Paese che, in termini culturali, credo stia messo su per giù come un trenta per cento degli abitanti delle favelas brasiliane (il restante settanta per cento, in loco, si arrabatta per vivere e pensa. In Italia, purtroppo, non hanno ancora istituito un master che supplisca a questo inspiegabile deficit educativo).Non ce l’ho con una ruffianissima politica economica che porta persino istituzioni insospettabili – vedi l’Einaudi – a costruire a tavolino casi editoriali utilizzando come discrimine il criterio anagrafico – sei gggiovane? Scrivi gggiovane? Hai un vocabolario inferiore alle cinquecento parole? Arruolato.Ce l’ho – a morte – con i guru degli snob intellettualoidi, sinistrorsi e spocchiosi come la sottoscritta.Chiunque sia abbonato a Storie di Corrado Augias, Parla con me di Serena Dandini, o Che tempo che fa di Fabio Fazio (sarebbe a dire tutte quelle trasmissioni che un italiano medio si sente in dovere di citare per sembrare intelligente e purgarsi dal complesso dell’Isola dei Famosi e del Grande Fratello), avrà sentito almeno una volta il desiderio di alzare il sedere dalla poltrona, entrare in una libreria e fingere uno squisito gusto letterario acquistando l’ultimo Premio Strega, tanto decantato nei salotti che contano che, come minimo, la copertina doveva odorare di tartufo bianco di Alba.Non c’è stato nessuno degli opinion maker della cultura italiana, in effetti, che abbia parlato de “La solitudine dei numeri primi” come di qualcosa di appena meno significativo di un nuovo romanzo generazionale.Dopo l’indigeribile lettura di questo prontuario pratico per l’aspirante emo, sinceramente, tutto quello che mi sento di dire è: Dio è morto, ma non è che la letteratura stia messa tanto bene, eh?Paolo Giordano, con l’invidiabile piglio scientifico che gli viene da una rigorosa formazione matematica, si trasforma in austero entomologo della sfiga, costruendo un romanzo in cui i due protagonisti – due stereotipi del mal di vivere da generazione X – stanno al determinismo di Laplace come gli innamoratini di Peynet a un cartoncino di San Valentino.Se Eric Draven – il pensatore simbolo di una generazione intossicata dai luoghi comuni e dalle frasi a effetto – sosteneva: “Non può piovere per sempre”, lo scienziato Giordano si preoccupa subito di contraddirlo: dalle sue parti, in effetti, non solo piove. No. Grandina pure.Ammesso e non concesso che il lettore riesca a superare lo straniante effetto che procura la lettura di una versione seriosa de “La legge di Murphy”, composta, però, con uno stile brioso quanto un’orata di tre giorni, tutto quel che troverà saranno due fantocci afflitti da un’inettitudine di vivere che non solo è carente in termini motivazionali – no, elencare una sequenza di disgrazie a catena, ai miei occhi, non giustifica nulla. Soprattutto se il personaggio ha sempre e soltanto lo spessore di una figurina - ma che tenta di spacciare per autentico un dolore da fiction di Rai Uno.Lui, genio autolesionista afflitto dal senso di colpa.Lei, anoressica (e pure zoppa in sovrapprezzo) schiacciata da un complesso d’Elettra irrisolto.Loro, che potrebbero mettersi insieme, ma non vi riescono mai, perché forse Dio c’è e teme una progenie vispa quanto Marzullo.Tu, lettore che al secondo paragrafo già sai come andrà a finire tutto: e non riesci a credere, arrivato all’ultima parola, di averci pure preso.Ripeto: io non ce l’ho con Paolo Giordano. Fino a prova contraria, uno è liberissimo di scrivere bene, o scrivere male, o comporre trame ruffiane, o azzardare romanzi scomodi. Il mercato è assolutamente libero ed è giusto ci sia pane per ogni bocca. Ma. Nel momento in cui il più importante – o uno dei più importanti – riconoscimenti letterari del nostro Paese viene dato a un romanzo che, per come mi è parso, non è diverso da certe fanfiction solo-drama che smantellerei dalla prima all’ultima riga, quel che mi viene da pensare non è ironico, non è ilare, non è neppure ottimista.Il romanzo di Paolo Giordano è, a mio avviso, l’espressione di quella ch’è diventata la mentalità italiana. In termini generali, poi, non solo culturali.L’italiano è felice se non deve pensare. Un romanzo va per la maggiore se risponde a un criterio emotivo da sit-com televisiva: ecco, ora devi piangere. Ecco, ora devi ridere. Ecco, guarda bene il punto esclamativo: questa è l’acme.Nel romanzo di Giordano le pretese di verosimiglianza vengono irrise da un’interpretazione caricaturale della malattia mentale. Alice e Mattia sono due articoletti da Cioè, non personaggi. Le mille sfumature che compongono l’inesorabile tristezza della gabbia d’oro che si sono costruiti, vengono sopraffatte da una descrizione tralatizia della stessa patologia.Ergo Alice è l’anoressica riprodotta infinitamente nei raccontini per adolescenti, come Mattia, l’autolesionista da blog splinderiano.Sono macchiette. Non emozionano. Se uno impiega la giusta dose di cinismo, piuttosto, spesso e volentieri ha voglia di ridere loro addosso.Non parliamo dei secondari: il padre vincente-e-oppressivo; la colf-comprensiva; l’amico-gay; la bella-stronza della classe; la sorella-handicappata. Un sovraffollamento di macchiette il cui unico fine sembrerebbe quello di sostenere-giustificare una reazione di causa-effetto, che si riproduce sempre uguale a se stessa.Ora: premesso che Verga era un dilettante, al confronto – per non parlare di Manzoni buonanima: la sua Divina Provvidenza, se non altro, un colpo alla Ruota della Fortuna la dava pure. Ogni tot di sfiga, il contentino te lo allungava – cosa c’è di davvero emozionante in un romanzo che si sforza di spremerti il dolore con tutti gli artifici più ruffiani del mondo? Cosa c’è di emotivo in una narrazione monocorde, che procede per giustapposizione di disgrazie?Probabilmente non capisco proprio nulla di letteratura, ma non riesco a rispondere a simili domande.Io sono irritata dalla svendita del dolore che trovo ovunque: irritata dal qualunquismo della lacrima facile. Afflitta da una letteratura consegnata a chi, nel novanta per cento dei casi, alla pubblicazione sembra davvero approdato per un caso fortuito. O culo.E non chiamo in ballo i romanzi della mia formazione, quelli in cui il nulla che accadeva era un tutto dentro di te – La noia di Moravia. La coscienza di Zeno. Anche in questo caso scende in campo un personaggio contratto sulla sfera del proprio stesso desiderio: ma com’è raccontato! – ma basterebbe leggere Coe o Ammaniti per affondare in una narrativa che non si riduce a un equilibrismo retorico, ma racconta la vita come qualcosa di diverso da un bianco e nero sbiadito per difetto di compassione.

  • Chavi
    2018-12-06 18:14

    The idea is beautiful. Compare people to numbers, compare the loneliness of people who don't know how to belong to the otherness of prime numbers, and thus imply that there could be resolution to their alienation because it's part of a logical pattern, and if they can't belong to everyone, at least they can belong to each other.However, other than the fact that Mattia, one of the main characters, is a genius mathematician, and one passage where he introduces the concept of twin prime numbers, there's really no mention of this theme. In addition, the characters are dull and silent at best, and selfish and unlikable at worst. There is no progression. The relationships and the characters all follow the same motions, repeated endlessly for the 20 years that are covered in the book.If prime numbers interest you and that's how the title caught your attention, read pages 111-113.

  • Saleh MoonWalker
    2018-12-12 19:13

    Onvan : The Solitude of Prime Numbers - Nevisande : Paolo Giordano - ISBN : 670021482 - ISBN13 : 9780670021482 - Dar 271 Safhe - Saal e Chap : 2008

  • Mrs. Sor
    2018-12-13 22:09

    Absolute disappointment.One of the worst book I've ever read.The flatness of the characters is an insult to the reader.

  • Missie
    2018-12-08 18:52

    His number: 2760889966649Her number: 2760889966651Apparently, one is not the most loneliest number in the world. From the moment I started reading this book, I couldn't put it down; it was completely engrossing. I can't really begin to think of an accurate way to describe the depth of solitude these two people seemingly want to seek out in their lives because it comforts them. All I know is that I found myself relating on so many levels: in making stupid decisions, in feeling socially awkward, in being unable and unwilling to communicate true feelings, and in being paralyzed by fear. It was like an awakening! I first thought Alice's story could have been a classic "poor little rich girl" scenario, but then I realized she was more complex than that. Desperate as she was to fit in after a skiing accident rendered her lame, Alice struggled to accept herself as she was, and in turn couldn't find anyone to do the same. That is until she found Mattia.Mattia's journey seemed a bit more poignant than Alice's. His tragedy completely devastated him because he was responsible for it. Believing his sister drowned in a river near a park where he had left her, Mattia drowned himself in his studies, often obsessing over numbers. As a result he lost himself, retreating into a reality where precision mattered more than chance. And I couldn't help falling completely in love with Mattia, and envying numbers because of the way he described them so beautifully. I really liked how the story took the reader through each stage of their lives. The innocent stupidity of childhood, the awkwardness of being a teenager, and the self-evaluation of adulthood. There was a great love between the characters, but it always remained silent, teetering at the very edge of the surface, but never quite making it over. And their HEA was very different, but in the end I think they both got what they really wanted, and that left me feeling hopeful for them. Bottom line: Perfectly translated, fascinating read that I can't wait to re-read!

  • Lolly K Dandeneau
    2018-12-09 19:13

    I have read other reviews and many people enjoyed the first half best, as did I. I believe the reason being that our youth is bittersweet, even the horrors we suffer from it. The early days for a detached Mattia are spoiled by a tragedy he is responsible for. I was shocked and saddened by the ramifications a choice made as a child seemed to carry for him. One thing I must add, I didn't like how the writer jumped from that tragedy to the future because I really wanted to know what happened in the aftermath. Alice, on the other hand, is an awkward child who experiences cringe worthy embarrassments at the hands of her cruel peers. I think every person on earth, popular or not as a child, can remember at least one moment of being an outcast. And accident also befalls her when skiing that makes her a bit of a social mess as well. The two oddities are destined to meet and bond but the "... close, but not close enough to really touch each other'... becomes the theme of this novel. Both Mattia and Alice are deeply stunted individuals that are impossible to connect with. This novel carries the sad reality of the messiness some people carry that obstructs the path to love and happiness. If you're looking for a romantic, feel good novel, this is not for you. It's a bit dark and deeply sad. Will the two ever really become one...well... maybe in a happier novel, but...Not every book needs a happy tied ending.

  • David
    2018-11-28 22:09

    This was embarrassingly bad, and the news that it has met with broad critical acclaim is infinitely depressing. Take two "damaged" stick figures, define each only in terms of their 'abnormality', surround them with the standard tableau of distant parents, cruel classmates. Make liberal use of facile, offensive stereotypes, for instance that the only conceivable career option for the emotionally retarded male basket case is to become a mathematician. Because this will allow you to sprinkle in some mumbo-jumbo about prime numbers which will then be taken for some kind of hugely deep meaningful symbolism. Really, people? This write-by-numbers dreck actually appeals to you? Or did you just give it stars because the author is young and cute? That, at least, I could understand.This book is formulaic pretentious drivel. My actual rating is closer to zero stars.

  • Laura
    2018-11-15 22:55

    Despite the glowing reviews, this book was too depressing for me. The Italian award-winning Physicist author, Paolo Giordano, has a polished minimalist style that I admired, but the characters were, ultimately, so damaged, insular and cold that the book may well have been titled, "The Abject Loneliness of Dysfunctional People." The real title reflects the mathematical fluke of “special primes,” prime numbers that are close, such as 13 and 15, but ultimately still separate. It also describes the main characters of Alice and Mattia, two troubled and solitary figures who are drawn to each other but remain trapped in their own angst. I wanted to like the characters – I’m usually drawn to dysfunctional protagonists - but, despite a New York Times review stating that, “Mattia and Alice emerge like ice sculptures,” these young people mired in guilt and anger did not melt my heart. Try “The Flawless Skin of Ugly People” instead.I seem to be alone in this sentiment as most customer reviews are glowing. Maybe I just wasn't in the mood.

  • arcobaleno
    2018-12-14 19:11

    IncredibileMe l'hanno prestato, senza che lo chiedessi, anche se prevedevo che, prima o poi, ci sarei cascata, con un titolo così... accattivante!Il protagonista, Mattia, è un matematico, ma pensa con la testa di un fisico, quella di Giordano. Alla fine però la mentalità scientifica si risolve in un atteggiamento maniacale e si riduce a distorsioni mentali. La scrittura è scorrevole, sì. La lettura è veloce. Troppo per i temi narrati. I problemi sono seri, le malattie vere, di cui però sembra nessuno (pre)occuparsi. Appaiono solo nei due protagonisti che per altro continuano a vivere una vita 'normale'. Non sono riuscita a farmene carico. Non ci ho letto nessuna partecipazione di cuore dell'autore.Appare poi incredibile, nel senso letterale della parola, che un medico conosca Alice, la sposi, condivida con lei la vita di tutti i giorni per anni e non si renda conto che è affetta da anoressia.Qualcosa non va! Peccato, perché a volte sembrava esserci qualche buono spunto.

  • K
    2018-11-23 19:20

    The only experience that can rival reading a really great book is reading a really awful one and ripping it on goodreads; especially if, like this one, it comes with glowing recommendations. Except for some of the writing (maybe), this book had absolutely no redeeming feature. It was one of the most depressing books I have ever read, with no redemption and completely non-endearing self-involved characters who were either pathetic, sadistic, or both. You didn’t want anything good to happen to these people and, sure enough, nothing good ever did. Even worse, I found much of the book highly contrived and was unable to suspend my disbelief.I knew things were bad as I slogged through the beginning, where Alice is a crippled, anorexic teenager who manages to be both unreservedly snotty to her parents and completely cowed by the Queen Bee at her school. This Queen Bee, Viola, engages in bullying which seems more appropriate for nine- or ten-year-olds than for girls who have reached the ripe age of fifteen. I’ve read professional literature about female bullying and I was even a teen girl myself once; I’m familiar with whisper campaigns and snubbing but have absolutely no recollection of anything resembling a bunch of fifteen-year-old girls forcing their classmate to eat a dirty candy. Are things radically different in Italy? Meanwhile Alice is just desperate for Nasty Viola to befriend her and feeling utterly terrified to put up any sort of resistance to Viola’s persecution. This was just a bit over the top. Where’s the complexity here? Doesn’t any part of Alice hate Viola for the way she treats her even as she feels this desire to win her friendship? Doesn’t Alice at least want to fight back or run away? It’s so much more interesting to read about a character who has these dissenting feelings and does something with them, however unsuccessfully, than about someone whose consistent response is “Yes, master” to everything Viola says and does. Margaret Atwood’s Cat's Eye is a painful and far more realistic depiction of female bullying and victimization; this, in contrast, was practically a cartoon. Viola’s behavior was no more realistic than Alice’s. She’s the classic evil villain, literally cackling (I’m not exaggerating, she actually cackles) with glee when she entraps another completely powerless (as they all seem to be) victim. The other main character is Mattia, a mathematical genius who has never gotten over the trauma of his abandoning his retarded twin sister in a park when he was younger, especially since the twin sister subsequently disappeared permanently. Mattia isolates himself and compulsively self-mutilates, and that’s the sum total of his personality. I’m not minimizing the trauma of having done something terrible and irreversible to a sibling. But here too, I would like to invoke a superior book – The Silver Link, the Silken Tie, where one of the main characters is also a teenage boy struggling to overcome a similar experience. In that young adult novel, both the character and the conflict were far more interesting and fleshed out than they are here.Unfortunately the book didn’t improve as I continued to slog through it, rolling my eyes until they were in danger of falling out of my head. Predictably, Alice and Mattia end up in a relationship of sorts although it is one which is characterized by individual loneliness even in the context of their togetherness (get it? Prime numbers? Get it? Get it?). Alice proceeds to treat Mattia in manner similar to the way Viola treated her; Mattia dumbly sits there and takes it. Although the characters are theoretically maturing into adulthood, neither Alice nor Mattia appears to be making any attempt to overcome their issues or to understand the world better. Rather than being growth-producing or even dramatically destructive for either of them, Alice and Mattia’s relationship is merely a passive, stagnant force – like just about everything else in the book. It doesn’t lead to marriage or even to a nasty break-up; simply to a misunderstanding (inevitable, since the two hardly seem to communicate) that causes the two of them to drift apart. Alice ends up marrying a doctor she doesn’t love (does she love anyone? Ever?) who doesn’t realize she’s anorexic until they’ve been married for more than three years. Uh, this doctor never noticed that she was severely underweight? Aren’t doctors supposed to notice these things? Or that she doesn’t eat? Isn’t it kind of hard to hide that over multiple years of living together? Meanwhile, Mattia gets a prestigious grant and continues being his asocial genius self. Yawn. Naturally, Alice and Mattia meet again later on but nothing really changes.I usually think it’s pretty impressive when someone who’s apparently successful in a non-liberal arts field publishes a good or even decent novel (The Death of Vishnu: A Novel, Beat the Reaper, and Still Alice all come to mind) but here all I could think was, stick to physics, Paolo. This novel was clearly written by someone who may know a whole lot about physics and math but is completely clueless about creating round, realistic, relatable characters, writing decent dialogue, or even simply developing a plot that actually goes somewhere.

  • Lisachan
    2018-11-20 01:10

    Tra i vari demeriti di questo libro, che sono tanti, troppi, ce n'è uno che è più imperdonabile di tutti gli altri, ed è la spocchia con la quale Giordano racconta la storia che racconta, la presunzione di allargarla a ritratto collettivo, in qualche modo rappresentativo di una generazione, o comunque di una parte della stessa che, per quanto frivola, per quanto danneggiata, per quanto supponente e molle, non meritava di essere trattata così, con questa superficialità, con questa piattezza. Profondamente convinto di avere per le mani due personaggi profondi, intensi e complessi, non ne dubito, Giordano ha ritratto due fogli di carta velina ritagliandoli con le forbici per dare loro una silhouette vagamente umana, ma non basta dotare un personaggio di un compendio di tragedie a tratti quasi dickensiane per renderlo una figura vivida, per forzare l'empatia nel lettore. Un elenco di tragedie non ti rende una persona complessa, l'esposizione sistematica del dolore non rende un personaggio interessante. Alice e Mattia non sono due numeri primi gemelli, sono due fogli bianchi con un elenco stampato ciascuno: da un lato c'è la troppa intelligenza (che nei fatti però si traduce solo nell'abitudine vagamente autistica di pensare tutto sotto forma di numero o di figura geometrica, un po' pochino per gridare al genio), il disagio sociale, l'autolesionismo, la Tragica Colpa nel passato, la sorella gemella ritardata, i genitori deboli e depressi; dall'altro lato c'è l'anoressia, la noia di vivere, il Tragico Incidente nel passato, il padre dalla personalità forte e schiacciante, la madre invisibile (con aggiunta di SLA sul finale), la zoppia, il passato da vittima di bullismo. Non c'è niente di umano in quello che Giordano racconta, solo sagome, solo immagini più o meno squallide, più o meno violente, più o meno disgustose per forzare una reazione emotiva che lo stile, freddo, distaccato, asettico, uguale a mille altri, piatto e scialbo, da solo non riuscirebbe mai ad evocare. Non c'è niente di romantico nella storia che Giordano racconta. Si percepisce un vago (e vano) tentativo di parlare di un amore impossibile, di due persone che, pur amandosi profondamente, non riescono a trovare il punto giusto sul quale convergere per, finalmente, trovarsi. Ma quello che resta alla fine della lettura sono due persone povere dentro, vuote, direi, che si rifiutano di trovarsi perché adagiati comodamente su solitudini che hanno cercato, più che combattuto, perché era più facile così. Il finale vorrebbe essere positivo. Mattia ed Alice si riappropriano delle loro vite, anche se il loro progresso emotivo non è motivato da niente, a livello narrativo. Il problema è che le loro vite sono noiose, vuote, stupide, e non significano niente. Né per loro, né per il lettore che li ha tollerati per trecento pagine di emo-strazio fuori controllo.E' facile riassumere questo romanzo in un commento di una parola sola. Dimenticabile. Nemmeno brutto (e lo è), dimenticabile. Basta e avanza.

  • Oscar
    2018-12-05 22:21

    Hay libros que estimulan la imaginación, libros que se basan en una trama apasionante, llena de viajes a lugares exóticos o de historias fabulosas, que te permiten pasarlo bien durante un rato, que te ayudan a evadirte del mundo mientras estás imbuido en ellos. Y después están los libros de personajes como es el caso de Paolo Giordano y 'La soledad de los números primos'. Como bien reza la contraportada, "Todo el mundo reconocerá algo de sí mismo en el libro de Giordano, pues el verdadero protagonista de esta maravillosa historia es la soledad." Todo el libro rezuma soledad y nostalgia en cada una de sus páginas. A pesar de la juventud de Giordano y de ser su primera novela, ha escrito una obra de una gran madurez. La única pega que le pondría sería que a veces mezcla las voces que llevan la historia, pero eso es lo de menos. Es una gran novela. ¿Por qué? Por la sencilla razón de que me interesa lo que me está contando, y de que los personajes me son muy cercanos y me identifico con algunas de las situaciones y pensamientos. Siempre me acompañarán.

  • James
    2018-11-15 23:02

    While all fiction emanates from the imagination it is rare that a work successfully mimics the language of dreams. The Solitude of Prime Numbers comes as close to doing so as any novel I have read in recent memory. The incidents of the characters' lives are blended together by the young author, Paolo Giordano, in a way that suggests their lives exist, fictionally, on the edge of reality. The main characters, Alice and Mattia, are in a state of continual wonder both of the world that surrounds them and the nature of their own being. Their lives and their search is made tragic by their solitude. The wonder of the novel is in the beautiful, even loving way that this is demonstrated.As I read I kept trying to think of the right word to describe the events of the story. Were they quirky or odd or just strange? None of these words seemed to capture the feeling created by the author's prose which seemed almost poetic in the ethereal way the quotidian accidents of life were presented. It was only when I remembered the irrationality of my own dreams that I found the appropriate description for the story. The characters' lives are lived on a road strewn with obstacles that seem to be fundamental to their inner being. The substance of their solitude forever separates them from the quality of life that they deserve and most of us enjoy. That a story of two such lives would be compelling is a tribute to the author and his novel.

  • Kathleen
    2018-12-01 17:58

    This was a an oddly stark book, melancholy in tone, but heartbreakingly beautiful. I often read to escape, to feel lighter, but The Solitude of Prime Numbers added weight to my heart, almost unbearably. Reading the stories of Alice and Mattia, the two damaged souls at the heart of this book, was a pleasure, but definitely not an escape. The translation from Italian is really flawless, I did not see one sentence that seemed awkward. I read The Solitude of Prime Numbers last night, but I have a feeling I will be thinking about it for some time to come.

  • WarpDrive
    2018-11-29 23:55

    A lovely novel by a gifted author. It is a story of a lifelong, ambiguous but inescapable relationship between a intellectually gifted but socially awkward mathematical genius, and a conflicted, anorexic woman with a great sensibility but also with a chronic incapacity to deal with her own life in a positive manner. Two kindred, damaged spirits who are attracted to each other by their unique sensibility and by their solitude, but who find it very arduous to fill the existential gap between the two of them - close, but ultimately alone, just like two prime numbers separated by only one non-prime number. The characters are interesting and original, the story flows very fluently and is quite captivating, several themes are touched with balance, some insight and with no unnecessary saccharine, and the finale is close to perfect. It is also a story about life and the few crucial moments when a decision can change the whole course of somebody's existence, and a story about the human difficulty to bridge the unavoidable gaps between individuals and communicate your inner self to the loved person. A pleasant quick read, a nice creation by an author who has something meaningful to say, and who says it well. 4-stars - I really can't understand why some readers judged this novel pretty harshly. It is definitely an odd book, and not perfect by any means, and also not to everybody's taste, I guess. But I did enjoy reading it and it worked for me.Note to myself: do not give too much weight to other readers' reviews before deciding on whether or not to read a book.

  • Elisa Origine
    2018-12-06 02:19

    È un medicinale, leggere attentamente il foglio illustrativo.CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:Pessimo libro, lettura consigliata solo per uso eccezionale.PRECAUZIONI PER L'USO:Evitare la lettura di piacere.Da utilizzare solo per lo studio delle funzioni junghiane [vedi l'articolo con analisi del Tipo psicologico dello scrittore sul mio blog] o per diventare Emo.FORMA FARMACEUTICA:Perfetto Pacchetto di Marketing con titolo accattivante.Le prime 50 pagine puzzano - a volte in tutti i sensi visto che all'interno del romanzo sono citati tutti i gas e i liquidi corporei o il sudiciume dell'ambiente - di "romanzo generazionale" (genere che di solito mi fa aprire e richiudere subito il libro con la paura di trovarmi davanti a personaggi o autori "nati stanchi e morti riposati" che non hanno di meglio da fare oltre a trovare difetti nella propria vita e atteggiarsi a disadattati... E sì, non mi sbagliavo! XD )Dopo le prime 50 pagine, l'autore ci stupisce trasformando il libro da "brutto" ad "assurdo".COMPOSIZIONE:Principio attivo: cercare di suscitare lacrime nei lettori e far credere loro che sia un buon libro dato che ha vinto molti premi.- Spettacolarizzazione del dolore, disgrazie, disagi e aspetti brutti dell'esistenza: 50% (zoppia, autolesionismo, autismo, anoressia, bullismo, asocialità, cancro, momento di violenza domestica,...il tutto non legato da un nesso [psico]logico credibile: perché i protagonisti si portano avanti quel disagio per anni e non riescono a guarire? Autolesionismo non vuol dire solo "farsi del male per punirsi"; anoressia non vuol dire solo "mi vedo grassa e non voglio mangiare"... l'autore avrebbe fatto bene a informarsi sugli argomenti.)- Titolo, fama e marketing: 40% - Cliché: 8% (Es: Viola è la classica bulla da teen movie americano, è la fotocopia di Lucy, la "bulla" di 30 anni in un secondo) I protagonisti non sono personaggi "speciali" sono stereotipo del "fuori posto", del "non normale".- Credibilità delle scene: 1%(... bambini di 8 anni - di cui 1 affetto da "ritardo mentale" - lasciati scorrazzare da soli; forchettate di spaghetti che spariscono magicamente nei tovaglioli; medici sposati per 3 anni con ragazze anoressiche che non si accorgono e non si preoccupano del problema; anoressia portata avanti per anni con il solo effetto collaterale di amenorrea... Oscar per l'assurdità va al dialogo al capitolo 32 e una Nomination al dialogo: * dopo 30 min che lui è ai fornelli a cucinare *«Per me pochissimo» disse, facendo il gesto di un pizzico con le dita, appena prima che lui le versasse nel piatto una mestolata di quella poltiglia ipercalorica.«Non ti piace?»«No» mentì Alice. «È che sono allergica ai funghi. Però lo assaggio.» * <- Ottima scusa da raccontare a un medico... face palm, face palm, face palm * )- Altro: 1% di cui: - Sentimento - Pensieri interiori dei personaggi: (giuro: è più facile trovare una particella di Sodio nell'acqua Lete... tanto per rimanere in tema di fisica) - Infodump che non c'entrano nulla: "A casa aveva preso un mazzetto di fogli puliti dal quaderno ad anelli, uno spessore sufficiente perché la penna potesse scorrerci sopra morbidamente, senza raschiare sulla superficie rigida del tavolo. Ne aveva pareggiato i bordi con le mani, prima sopra e sotto e poi ai lati. Aveva scelto la penna più carica tra quelle sulla scrivania, le aveva tolto il cappuccio e l'aveva infilato in cima per non perderlo. Poi aveva cominciato a scrivere al centro esatto del foglio, senza bisogno di contare i quadretti." Ma WTF?!? O_O- Empatia con i personaggi e dialoghi intelligenti: ZERO 0% L'autore non ha l'empatia per i propri personaggi (oppure non è riuscito a trasmetterla) e con le considerazioni gelide, "matematiche", anche nei momenti in cui sono completamente fuori luogo, fredda anche l'empatia dei lettori per la storia e i personaggi.Schema tipo dei dialoghi tra i protagonisti: "ciao..." ; "ehm, ciao..." * imbarazzi di vari genere, silenzi e frasi interrotte * "allora, ciao". DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE:Non superare le 2 o 3 pagine giornaliere.Durante la terapia è caldamente consigliato l'uso di buoni Romanzi gastroprotettori e antidepressivi.CONTROINDICAZIONI:Assumere il medicinale lontano dai pasti (ma non smettere di mangiare!!)Tenere lontano dalla portata degli Fi dominanti.EFFETTI INDESIDERATI:durante le somministrazioni di "La solitudine nei numeri primi" sono stati riscontrati i seguenti effetti indesiderati:- Trauma causato dallo stile (specie dopo il mondo incantato di Anna dai capelli Rossi ç___ç)- Disturbo ossessivo compulsivo.- Incazzatura.- Depressione in lettori e scrittori (talvolta con istinti suicidi o omicidi).- Autolesionismo.- Aumento di cinismo e battute sarcastiche nei Ti dominanti.- Confusione, allucinazione e senso di irrealtà negli xxFJ (Ebbene, che ci crediate o no questo coso ha vinto il premio Strega! E no, non dovete sentirvi in dovere di dare un voto alto se avete l'impressione che sia stato sopravvalutato).- Gravi convulsioni e contorsioni negli INTP.- Allergia alle lacrime facili, alla superficialità e ai funghi.- Recensioni al vetriolo.In caso di effetti collaterali interrompere la lettura e consultare uno psicologo o un altro autore! Conclusioni:Altro delitto di narrativa, ed è in assoluto uno dei libri più brutti e sopravvalutati che io abbia mai letto, secondo solo a "Il Buddah delle periferie" (forse se la batte per il secondo posto con "Brave New World").Non si può scrivere un libro sulla solitudine, sull'unicità se NON si crede nella solitudine e nella unicità, nel "diverso", e se si percepisce il "diverso" come qualcosa di "anormale". Se volete leggere una storia di due "numeri primi" speciali, leggete Agata e Pietra Nera di Ursula Le Guin (Very far away from anywhere else)!

  • Victoria Mars
    2018-11-20 01:57

    Por el estilo de narrar y por los personajes solitarios, raros y marginados se me vino a la mente el mundo de Murakami, y quizá por eso enganché rápido y no solté el libro hasta la última página.Por los comentarios que leí pensé que iba a perder mi tiempo leyéndolo, suerte que no fue así.Al estar acostumbrada a finales abiertos, inconclusos y hasta dudosos no me hizo ruido que este terminara de tal manera. Además ya la premisa de "los números primos" te daba la idea de que no iba a ser un final de cuentos felices.Seguiré leyendo a Giordano.

  • Gloria
    2018-12-14 21:01

    Yep ... a year later, still a solid 5 stars.I love it when I get rocked unexpectedly by a book. The characters in this book so drew me in and seemed so utterly real (even though the book spans a couple of decades and alternates between the male and female protagonists).On top of that, was the sheer beauty of the writing. Every so often, I would read a sentence ... stop ... and realize "Wow, that was incredible" and would have to read it again. Given that it was written originally in Italian, part of me wondered if I was missing anything in the translation-- I guess I'll never know (unless I buckle down and get working on learning Italian and get that version), but it doesn't matter ...this book kept me up at night. Even after I'd forced myself to set it aside to get needed sleep, my mind would not let it go. So tell me ... how does a 27-year-old particle physicist write such a stunning work of fiction??I'm eagerly waiting for more.

  • Carmo
    2018-11-18 21:02

    Não foi um livro fácil, foi antes um mergulho em águas profundas e turvas.Toda a gente conhece ou pelo menos já ouviu falar de casos como os que foram aqui expostos.Eu conheço. E sei a luta que se trava para chegar a estes miúdos. Familiares, professores, amigos, esbarram em muros de silêncio onde ninguém penetra. Mutilar o corpo – qualquer que seja a forma – é o bálsamo para o castigo que pensam merecer. É fácil e habitual julgá-los como “desequilibrados” ou “mimados à procura de atenção”. A história deste livro, passada ao longo de 24 anos, da infância à idade adulta, mostra com uma clareza brutal as consequências que uma atitude mal pensada (perfeitamente aceitável em crianças) viria a ter nas suas vidas. Como a culpa e o arrependimento os conduziu à necessidade de punição permanente, de fuga a todas as situações que lhes pudessem trazer algum bem-estar. Dois miúdos que viram um no outro o reflexo da sua própria dor, a compreensão e aceitação mútua das suas atitudes. O livro torna-se frustrante, porque nem com o crescimento, nem com a maturidade que a vida forçosamente lhes foi concedendo, eles alteraram o comportamento. Nem entre ambos. A relação de cumplicidade que partilhavam não foi suficiente para derrubar todos os muros. E teria sido tão fácil, bastava estender a mão, bastava aceitar que por maiores que sejam os erros cometidos, todos merecem a sua fatia de felicidade.Apesar da angústia que provoca, gostei que o autor tivesse escrito desta maneira realista sem dourar a pílula. Serviu para perceber a sorte que tenho. Serviu para relativizar os meus pequenos dramas. E serviu para perceber que há dias em que também eu sou um número primo. Também há dias em que fico com as mãos caídas.Se calhar, todos somos números primos de vez em quando.

  • Archit Ojha
    2018-11-27 01:19

    The Solitude of Prime Numbers broke my heart multiple times, ruthlessly. A prime number can only be divided by one or itself. Then there are prime numbers like 17 and 19, 41 and 43 and so on. The thing about these numbers is that they will always, till the end of the world, be separated by a wall, a number, be it 18, 42 and many others. These numbers can never come together in any other place. That's their solitude. That's their fate.Alice and Mattia have the same scenario. I read this book in the my college and found myself speechless for weeks. This is such an amazingly sad book. I can't talk about it more.

  • eleonora -
    2018-12-09 02:20

    1 stellina e mezzo.Dov'è il capolavoro della letteratura italiana di cui si vociferava? Io non l'ho trovato di certo in questo libro.

  • Val
    2018-12-10 19:06

    Warning: This review gets a bit 'geeky'.Prime numbers are not defined in terms of other numbers; other numbers are defined by their prime factors. Primes greater than three are separated by at least one non-prime, paired primes by only one. Paired primes become less frequent as numbers get larger.That is the mathematical truth behind Paolo Giordano's novel.He introduces the idea that people can be defined in this way: that some people are like prime numbers and cannot be defined in terms of others and cannot be adjacent to another 'prime'. Unfortunately he does not explore this idea very much, so the novel is not as interesting as I anticipated from the concept.It is mainly a story of two unhappy, isolated people, some less isolated people who try to get close to them and usually give up, and whether they can get close to each other. As a story of some damaged, lonely people it is quite good, with a certain haunting and sad inevitability.Does the prime number analogy work?Alice is self-obsessed, but not self defining. She is very conscious of how other people relate to her, what they think of her, what she thinks of them, etc. She could not be considered a 'prime'.Mattia is a better candidate, but a large part of his self definition is related to his twin sister Michela. The story of what happens to Michela references Archimedes' Principle: "Any object, wholly or partially immersed in a fluid, is buoyed up by a force equal to the weight of the fluid displaced by the object.", i.e. weight, not volume, (unless it sinks to the bottom). It is a function of both the object (Michela) and the fluid (Mattia). The twin brother has a sister shaped hole. He could perhaps have become a prime after she is gone. Michela on the other hand is most certainly a 'prime'. She is not defined by anyone else and barely relates to them at all. (Perhaps both twins have an autistic spectrum disorder.)It is a neat idea and a catchy title, but he has not taken it further than that.

  • Mai Laakso
    2018-12-11 00:57

    Italialaisen Paolo Giordanon esikoiskirja Alkulukujen yksinäisyys (La solitudine dei numeri primi 2008, suom. 2010) on yksi suosikkini lukemistani kirjoista. Taidan rakastaa tällaisia melankolisia ja herkkiä kuvauksia ihmismielen rikkonaisuudesta. Giordano sai Alkulukujen yksinäisyydestä Premio Strega -palkinnon ja kirja on käännetty yli 20 kielelle.Alkulukujen yksinäisyyden (Wsoy-Aikamme kertojia) pääosissa ovat Alice, joka vammautui lapsuudessa ja Mattia, joka kadotti vammaisen siskonsa lapsena. Molemmat ovat vaurioituneet henkisesti lapsuuden kokemuksistaan, joihin he olisivat tarvinneet pitkäaikaista tukea ja terapiaa. Alice kärsi lisäksi ankarasta isästään, koulukiusaamisesta ja anoreksiasta. Mattia viilteli itseään ja oli uneton. Molemmat olivat kouluaikana masentuneita ja yksinäisiä, kunnes kohtasivat toisensa, sen jälkeen he olivat vain masentuneita. Kirjassa Mattia toimii kuin robotti ja Alice yrittää kadota näkymättömäksi.

  • Angigames
    2018-12-05 23:11

    Sostanzialmente un libro inutile.Personaggi inutili, storia non sviluppata come meritava, finale inutile all'ennesima potenza! Non ho capito dove Giordano pensava di poter accompagnare il lettore... sostanzialmente, questo libro è una tragedia dalla prima all'ultima pagina. Non c'è speranza, non c'è la scintilla, non c'è nulla!#delusione estrema

  • Sargow
    2018-12-15 20:59

    No me equivocaba cuando al empezarlo pensé que lo iba a devorar. Un día ha durado en mis manos. Un día aprendiendo sobre Mattia y Alice, sus defectos, su historia y su final. Me ha sabido a poco, necesitaba más

  • Annalisa
    2018-11-15 17:58

    Oggi mi è capitato tra le mani questo libro. Me lo regalarono nel periodo in cui era divenuto un caso editoriale.Ovviamente non lo lessi, la mia vita ha un appeal talmente controcorrente da essere quasi una costrinzione. Mi scoccia fare quello che tutti fanno, lo confesso, è una mia debolezza.Invece il libro non è assolutamente male, ben scritto, sviluppato in maniera più che coerente, personaggi interessanti, il tema che lo sostiene geniale.Ecco, il finale non l'ho capito, ma la pecca è assolutamente mia, immagino.

  • Ana Carvalheira
    2018-12-03 21:57

    Pungente drama psicológico tratado de forma sóbria e pragmática sem os evitáveis e desnecessários floreados emocionais que, a maior parte deste tipo de narrativa, tende a utilizar. Mas também não consiste numa história seca, sem brilho ou significado, muito pelo contrário é superlativa na abordagem de uma temática – a da solidão - e esse aspeto, creio, ser o elemento fulcral, o mais interessante trazido pelo autor à publicação. A narrativa começa abordando, em alternância, a infância de duas crianças, Alice e Mattia que sofrem, muito jovens, perdas inexoráveis quer física, quer emocionalmente. Os trágicos acontecimentos que lhes sucederam nessa altura irão exaurir-lhes a alma, o ser, as personalidades, as esperanças, deixando-lhes aquele nó na garganta que se mantém ao longo da vida e que decorrem, invariavelmente, de grande trauma sofrido.As contrariedades próprias da adolescência irão aproximar essas duas almas tão ímpares, gémeas na sua essência, particulares na dor na qual se alimentam, na impossibilidade de a rechaçarem a não ser com o possível lenitivo da sua amizade. “A Solidão dos Números Primos” é isso mesmo: números que, ao princípio, começam por ser próximos para se irem afastando na medida em que os algarismos avançam em direção do incomensurável, do infinito. Pessoas que são próximas mas que também se vão afastando à medida que não sabem, não podem, não conseguem contrariar uma distância que, como um inevitável abismo, as vai separando implacavelmente. E o tempo literário vai avançando, Alice e Mattia são já adultos, divulgando-nos uma história de erros, más interpretações que têm como consequência o afastamento do par, cada um conquistando o seu destino: Mattia, excelente matemático, é convidado para lecionar numa universidade nórdica, enquanto Alice se casa com um médico quem nunca amou. Na minha conceção de felicidade, este livro possui um final feliz pois, e voltando ao início, o desfecho vem sustentar a realidade, cruel e magnânima, prática e severa, pontuada por mal entendidos, medos e inseguranças principalmente para aquelas almas que, por uma partida da vida ou do destino transformam, muitas vezes desestruturando, o que seria um percurso de vida sem grandes sobressaltos. Mas são desses infelizes percalços de que a vida é feita … mais do que se possa imaginar!