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Title : Prima della quiete: Storia di Italia Donati
Author :
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ISBN : 9788817872225
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 243 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Prima della quiete: Storia di Italia Donati Reviews

  • Silvia
    2019-05-30 13:00

    I just finished this amazing novel. The author, Gianini Belotti, is the sociologist who wrote "Dalla parte della bambine" in the 70s, a ground-breaking book on the patriarchal bias in gender roles in Italian child-care and K-12 institutions. I did not know she had written a novel until I discovered it by chance on IBS Italia a couple of months ago. It is based on the true story of Italia Donati, a young school mistress who was led to suicide by the prejudices, gossip and false accusations she was the victim of in Porciano, a small Tuscan village where she taught for two years. This was 1886; Matilde Serao, one of the most powerful and influential journalists of the time (to this day, the only woman ever to found and manage a national daily newspaper in Italy), spurred by the events, wrote a famous piece on the fate of many of these young mistresses. They often worked in appalling conditions, in rooms with no heat or restrooms from themselves or their pupils, lacking in basic supplies such as ink and paper. They were also the first generation of women who were 'institutionally' trying to emancipate themselves by means of a job outside of the home. They were the only ones ready for such a tidal change, though, and the men and women they met, sometimes even the children they were assigned to teach, were clearly unable to cope with the novelty of young women in a position of some kind of authority. The results were often tragic. Gianini Belotti's novel is a small door onto the life of one of these young women, whose ambition was simply to relieve her family (indebted peasants with chronic malaric fevers) from the absolute misery and squalor in which they lived. The author does a marvelous job in letting us in in Italia's life conditions, in the close-mindedness of the people she found herself to live with, in the innocence of her initial attempts to prove her innocence. The archetype underneath the story, and this is probably what is the most breath-taking, is a very ancient one: although Gianini Belotti does not mention it, there is still Roman Lucretia's image beneath Italia's: the only way to prove one's innocence and honor, the only one, that is, that people will accept, is death. The historical account of her death, and then of all what follows, the funeral, the medical visit (asked for by the young teacher herself to prove her virginity), the public collection of money and ultimately the triumphal transfer of her body from Porciano to her home village, i.e. her transformation from lost woman to saintly, innocent victim, is absolutely chilling. As Gianini Belotti ultimately remarks, whereas the tomb of the local socialist hero has survived all subsequent displacements, and is still proudly displayed in the central alley of the cemetery of Cintolese, Italia Donati's tomb, as well as the honorary plaque that the newspaper 'Corriere della sera' paid for at the time, have disappeared. 'Why' is still an open, yet easily answerable, question.

  • Padmin
    2019-05-27 13:49

    Stalking ottocentescoCarlo Paladini ne scrisse per Il Corriere della Sera. Matilde Serao per il “Corriere di Roma” del 25 giugno 1886.L’articolo, uscito poche settimane dopo la morte di Italia Donati, s’intitolava “Come muoiono le maestre”.Partendo dalla dolorosissima vicenda di una maestrina toscana della seconda metà dell’800, conclusasi con un suicidio –mi si passi il termine- d’onore, la Serao denunciava all’opinione pubblica i tratti di una condizione femminile che solo un centinaio di anni dopo sarebbe stata pienamente recepita.Italia Donati si uccise per ottenere in morte quella giustizia, quel rispetto e quell’onore che in vita non le era stato possibile ricevere.Non fu l’unico caso, purtroppo. Elena Gianini Belotti, nel tratteggiarne puntigliosamente la vicenda, ne cita altri analoghi. Maestrine uccise dalle calunnie, dalle condizioni ambientali, dall’indigenza.Si legge nel risvolto“Un'emblematica figura femminile di fine Ottocento è la protagonista del nuovo romanzo di Elena Gianini Belotti: un caso oggi completamente dimenticato, ma che all'epoca attirò l'attenzione della stampa e di cui si occupò anche Matilde Serao. Italia Donati sfugge al destino della sua poverissima famiglia analfabeta e diviene maestra, ma sconta duramente il coraggio di una scelta di involontaria emancipazione. Lontana dal concepire qualsiasi progetto di trasgressione, anzi persuasa di poter offrire un modo per stringere più forte il legame dei contadini con la terra, grazie alla maggiore consapevolezza di sé che l'istruzione comporta, Italia Donati è soffocata dalla condanna senza appello che tutti emettono contro di lei”.Ora, la domanda che mi è fioccata in testa è questa: conosceva Pirandello la storia di Italia Donati? Cronologicamente parlando è possibilissimo, basta considerare le date in gioco.Pirandello? Cosa potrebbe collegare Pirandello a questa brutta storia toscana?Dai che è facile! Il primo romanzo di Pirandello è L’esclusa, non è vero?Finito di scrivere nel 1893, fu pubblicato a puntate nel 1901 sulla rivista La Tribuna e, nel 1908, raccolto in volume.La storia di Marta Ajala, le calunnie, il concorso per il posto di maestra (che dovrebbe sancirne il riscatto), le dinamiche sociali… tutto questo non è poi così lontano dalla vicenda “vera” di Italia Donati.“Ma perché doveva essere una vittima, lei? lei che aveva vinto? Una morta, lei che faceva vivere? Che aveva fatto, lei, per perdere il diritto alla vita? Nulla, nulla... E perché soffrire, dunque, l'ingiustizia palese di tutti? Né l'ingiustizia soltanto: anche gli oltraggi e le calunnie. Né la condanna ingiusta era riparabile. Chi avrebbe più creduto infatti all'innocenza di lei dopo quello che il marito e il padre avevano fatto? Nessun compenso dunque alla guerra patita: era perduta per sempre. L'innocenza, l'innocenza sua stessa le scottava, le gridava vendetta”. (L’esclusa)Ecco, mi piace pensare che la figura immaginaria descritta da Pirandello sia stata ispirata da questa donna vera, reale, storicamente riconoscibile (anzi mi chiedo come mai nessuno ci abbia ancora pensato).